Condividiamo l’intervista della giornalista Silia Eden al dott. Cantatore, CEO di Gedea Data Services, in occasione dell’edizione 2026 di Condominio in Fiera, in cui Gedea ha presentato ClackPay Condominium 5.0, la soluzione che integra PagoPA negli incassi condominiali.
Dottor Cantatore, il tema degli incassi digitali quest’anno vede grande interesse per l’emissione delle quote con PagoPA. La vostra soluzione, ClackPay Condominium 5.0, ha integrato per prima questa tipologia di incassi. Quali sono le novità e, soprattutto, quali sono i vantaggi?
Partirei dai vantaggi per l’amministratore, perché oggi chi gestisce un condominio si trova spesso a dover riconciliare molte quote condominiali, riferite a più conti di pagamento e a numerose posizioni debitorie. La difficoltà maggiore è proprio questa: posizionare correttamente il pagamento, attribuirlo alla posizione giusta e riconciliarlo in modo ordinato. È una parte del lavoro molto delicata, perché il pagamento, di per sé, è solo un momento del processo. Prima c’è l’emissione della quota, poi la comunicazione al condòmino, poi l’incasso e infine la rendicontazione.
PagoPA introduce in questo settore un’innovazione interessante, perché offre una maggiore diffusione dei sistemi di pagamento e rende più semplice, per i condòmini, pagare e gestire i propri oneri condominiali. Parliamo di strumenti già presenti nella quotidianità delle persone, sia sul canale digitale sia sul canale fisico. Devo ammettere che abbiamo accolto con grande interesse il successo dell’introduzione di PagoPA nel mondo degli amministratori condominiali. Come partner tecnologico PagoPA, era un’evoluzione che ci auspicavamo da tempo, perché riteniamo che questo segmento possa ottenere benefici molto concreti dall’inserimento di PagoPA nei flussi di gestione delle posizioni debitorie e degli incassi.
Per noi il mondo del condominio è un ambito nuovo rispetto ad altri target su cui operiamo già da tempo, ma l’esperienza maturata sui processi di pagamento ci permette di trasferire strumenti, metodo e competenze anche in questo settore. La categoria degli amministratori oggi deve confrontarsi con molte difficoltà, soprattutto nella riconciliazione delle posizioni debitorie dei condòmini, e proprio su questo ClackPay Condominium 5.0 può portare un vantaggio importante.
Uno dei temi principali affrontati a Condominio in Fiera è legato alla morosità. Quanto aiutano i sistemi di incasso digitale a ridurre la morosità e a migliorare il recupero dei crediti?
La capillarità degli strumenti di incasso e pagamento offerti da PagoPA, insieme alla possibilità di proporre soluzioni sempre più digitali e immediate, può essere un correttivo molto efficace nella gestione della morosità. Un accesso al pagamento più frictionless, quindi più semplice, più rapido e anche più economico, aiuta il condòmino che vuole pagare a farlo con maggiore immediatezza. Questo è un punto importante: spesso la morosità non dipende solo dalla volontà di non pagare, ma anche dalla difficoltà di intercettare l’utente nel momento giusto, con lo strumento giusto e con una comunicazione chiara.
Un incasso più smart, più immediato e più semplice ha come conseguenza diretta una riduzione della morosità. È un dato che possiamo leggere anche attraverso l’esperienza maturata in altri segmenti, nei quali abbiamo introdotto da tempo questa tipologia di incassi. I nostri clienti ci restituiscono proprio questo: quando il pagamento è più accessibile, la morosità tende a diminuire.
I numeri ci mostrano riduzioni che, al momento, si posizionano al 10-15%, perché l’utente che vuole assolvere la propria posizione debitoria riesce a farlo in modo più rapido, usando canali multipli di comunicazione e pagamento. La possibilità di ricevere un link, inquadrare un QRcode, usare un canale digitale oppure un canale fisico rende l’incasso più vicino alle abitudini reali delle persone.
Questo approccio si riflette anche sul recupero dei crediti, perché consente all’amministratore di seguire meglio le posizioni, comunicare in modo più tempestivo e ridurre il numero di passaggi manuali necessari per verificare chi ha pagato, chi deve ancora pagare e quale posizione deve essere sollecitata.
Le soluzioni che vediamo oggi a Condominio in Fiera sono fortemente orientate al digitale. Come possono trovare risposte adeguate anche gli amministratori e i condòmini meno tecnologici?
Quando parliamo di incassi, dobbiamo ricordare che non parliamo soltanto di digitale in senso stretto. Parliamo anche di contante, di POS, di carte di credito, di carte di debito e di pagamenti effettuati fisicamente presso lo studio dell’amministratore. Noi ci occupiamo da tempo di incassi di prossimità e, se vogliamo, anche l’amministratore di condominio assolve in parte a questa funzione. Lo studio dell’amministratore può essere il luogo in cui il condòmino si presenta per pagare, soprattutto quando ha poca familiarità con gli strumenti digitali o preferisce un’interazione diretta.
Per questo motivo è importante costruire un sistema che non obblighi tutti a usare lo stesso canale, ma che renda ordinati e compliant canali diversi. Attraverso PSP autorizzati possiamo rendere compliant anche la formula di incasso in contanti o con strumenti di monetica transazionale, quindi con carta di debito o altri strumenti elettronici, direttamente presso l’amministratore. Il punto è rendere corretta la gestione dell’incasso e della rendicontazione successiva. Se il condòmino paga fisicamente presso lo studio, quel pagamento deve rientrare nello stesso flusso, deve essere tracciato, attribuito correttamente e riconciliato.
La tecnologia, in questo caso, lavora dietro il processo. Per l’utente finale l’esperienza deve restare semplice. Può pagare da casa con un link o con un QRcode, può usare PagoPA sui canali disponibili, oppure può rivolgersi allo studio dell’amministratore. L’importante è che l’amministratore possa gestire tutto all’interno di un processo unico, controllato e rendicontabile.
Ha parlato di compliance. La compliance a volte sembra un tema complesso. Come si può conciliare il rispetto della norma con una proposta che rimanga compliant, ma che allo stesso tempo agevoli l’incasso per amministratori e condòmini?
È vero, compliance a volte viene quasi tradotta con complessità. In realtà il nostro compito è proprio quello di rendere semplice tutto il flusso. L’attenzione che porto nelle aziende che gestisco è questa: essere rigorosi dal punto di vista del processo e, allo stesso tempo, smart dal punto di vista dell’utente finale. Quando si parla di compliance, occorre studiare bene il processo. Se il processo viene analizzato correttamente, tutte le casistiche che possono avere rilevanza normativa vengono gestite a monte.
Il rischio nasce quando ci si focalizza solo sull’ultima parte, cioè sull’incasso o sul pagamento. Se pensassimo di implementare soltanto quella fase, probabilmente l’operazione sembrerebbe molto complessa, perché ogni vincolo arriverebbe alla fine come un problema da risolvere.
Se invece analizziamo tutto il flusso, dalla nascita della posizione debitoria fino al pagamento, il ragionamento cambia. Anzi, possiamo partire ancora prima: dal momento in cui l’amministratore contrattualizza il proprio servizio con il condominio e quindi con i condòmini. Da quella fase di onboarding si può costruire un processo ordinato, che poi passa dall’integrazione con i gestionali, arriva all’emissione della quota, alla comunicazione, all’incasso e alla riconciliazione.
La parte del pagamento è solo l’ultimo tassello di tutta la filiera. Quando l’intero processo è studiato una prima volta e viene gestito correttamente, tutte le transazioni successive diventano operazioni molto semplici, spesso ridotte a pochi secondi. Questo permette di ottenere due risultati insieme: una soluzione a rigor di norma e una user experience semplice per il cittadino, per il contribuente e, in questo caso, per il condòmino. Per l’amministratore il vantaggio è avere un processo completo, dalla parte normativa fino all’integrazione con i gestionali già utilizzati nello studio.
È questo che rende la soluzione non soltanto compliant, ma anche realmente utilizzabile nella quotidianità. Il rispetto della norma non deve appesantire l’incasso; deve stare dentro un processo ben progettato, capace di rendere più semplice l’attività dell’amministratore e più immediata l’esperienza di pagamento del condòmino.
Quindi il tema non è soltanto introdurre un nuovo strumento di pagamento, ma ripensare l’intero processo di incasso condominiale?
Esattamente. Il pagamento è l’ultimo passaggio, ma il valore nasce dal governo dell’intero processo. Nel condominio ci sono quote da emettere, comunicazioni da inviare, posizioni da monitorare, incassi da attribuire, insoluti da gestire e rendicontazioni da produrre. Se ogni passaggio resta separato, l’amministratore continua a dover ricostruire manualmente il flusso. Se invece il processo viene integrato, l’incasso diventa parte di una filiera ordinata.
ClackPay Condominium 5.0 nasce con questa logica: integrare l’emissione delle quote, anche con PagoPA, la gestione dei canali di pagamento, la possibilità di usare strumenti digitali e fisici, la riconciliazione e la rendicontazione. Il vantaggio, per l’amministratore, è poter gestire in modo più semplice una complessità che esiste già. Il vantaggio, per il condòmino, è poter pagare con strumenti più accessibili, senza trasformare il pagamento in un percorso complicato.
Per questo riteniamo che l’introduzione di PagoPA nel condominio sia un passaggio molto interessante. Non riguarda soltanto la modalità con cui il condòmino paga, ma il modo in cui l’amministratore può governare tutto il ciclo dell’incasso, dalla posizione debitoria fino alla riconciliazione finale.
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